Centro Naturalista Italiano

 

 

 

 

BIOSALUTE

 

 

 

Ipertensione

 

 

VIENE ANCHE CHIAMATA IL “KILLER SILENZIOSO”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La pressione arteriosa sopra i limiti di normalità, porta le arterie a diventare più rigide e quindi meno capaci di rispondere ai bisogni dell’organismo in caso di necessità.

 

La rigidezza ed il restringimento che si forma nei vasi sanguigni, ne limitano il flusso portando meno ossigeno al cervello, ed il cuore si indebolisce fiaccandosi.

 

L’ipertensione è un danno lento e progressivo che non sempre annuncia la sua presenza, salvo casi di rilevante gravità.

 

Non è da considerare solo tale fatto!

 

Normalmente i suoi sintomi sono scarsissimi, se non addirittura inesistenti. Il primo riscontro, soprattutto nelle forme lievi, è occasionale: spesso ci si accorge dopo anni dalla sua insorgenza.

 

È vero che procura mal di testa ma solo in presenza di valori molto elevati. Le sensazioni di cefalea o d'instabilità o di ronzio auricolare, non sono collegabili alla pressione arteriosa, che è asintomatica nella stragrande maggioranza dei pazienti. Il più delle volte infatti, si instaura una sorta di circolo vizioso: l'individuo non si sente molto bene, si allarma, misura la pressione che risulta elevata e si convince che essendo alta abbia causato il mal di testa, o altro.

 

I disturbi provocati dal danno ipertensivo sono legati ai danni indotti dallo stesso, su alcuni organi che risultano particolarmente sensibili ad elevati valori, soprattutto se questi vengono mantenuti a lungo nel tempo. Il cuore, il rene ed il cervello saranno a rischio.

A livello del cuore può provocare alterazioni del ritmo cardiaco, dolori al petto (espressione di una condizione ischemica, cioè di un ridotto apporto di sangue rispetto ai bisogni), sino a giungere ad una condizione di insufficienza cardiaca (incapacità del cuore nel far fronte al proprio ruolo di pompa del sistema circolatorio) che si manifesta con mancanza di respiro durante la notte, necessità di mettersi seduti per respirare meglio, e comparsa di gonfiori alle gambe.

 

Nel rene produce una progressiva carenza della funzionalità con perdita di proteine nelle urine e riduzione della loro quantità. Un’ipertensione arteriosa elevata e mantenuta a lungo nel tempo può danneggiarli irrimediabilmente.

 

I disturbi a carico del cervello sono legati a danni del circolo cerebrale e possono manifestarsi o con compromissioni acute e drammatiche di alcune aree (ictus) oppure con una lenta e graduale perdita di alcune funzioni quali la memoria, l'attenzione, l'orientamento nello spazio e nel tempo.

 

 

Allora, come ci si accorge di essere ipertesi?

 

 

 

Si rileva la pressione: in questo campo possiamo fidarci del valore dei numeri, fatto abbastanza raro in medicina…

 

 

 

È sufficiente misurarla in farmacia?

 

 

 

No. In farmacia si può effettuare una rilevazione preliminare, ma la diagnosi di ipertensione deve essere fatta con le misurazioni tradizionali presso lo studio del medico. Non solo, il medico non potrebbe fare diagnosi con una misurazione occasionale ma dovrà effettuare più rilevazioni nel corso della stessa visita e più visite nell'arco di alcuni mesi. Solo quando le differenti visite confermeranno che c'è un persistente incremento di pressione allora potrà diagnosticare l'ipertensione.

 

Quindi, l'elemento base per poter fare una diagnosi è la rilevazione precisa del dato.

 

Si possono considerare equivalenti i vari sistemi di misurazione manuale che richiedono una certa esperienza e quelli elettronici a lettura automatica, di uso più semplice, utilizzabili comodamente al proprio domicilio.

 

Indipendentemente quindi dal tipo di misurazione, è importante che questa avvenga in condizioni idonee e possibilmente, con lo stesso apparecchio.

 

Innanzitutto si dovrà essere tranquilli e rilassati. La prima volta è opportuno farne una stando in piedi e una da sdraiati. È sempre consigliabile farne almeno tre a distanza di qualche minuto l'una dall'altra, confrontandole poi tra loro.

 

Talvolta alcuni soggetti presentano pressione elevata ad una visita e non alla successiva: si tratta di individui da seguire, ai quali non è possibile diagnosticare subito una forma di patologia.

 

Negli ultimi anni si sono sviluppati apparecchi tascabili (Holter di pressione) in grado di misurare ripetutamente la pressione arteriosa durante la giornata. Essi offrono il vantaggio di poter controllare l'andamento dei valori pressori nel corso delle varie attività svolte dal soggetto nell’arco del giorno.

 

Una volta accertata la presenza di ipertensione arteriosa sarà opportuno valutare le possibili cause evidenziabili.

 

Spesso, anche coloro che sono informati di essere a rischio, non sempre prendono coscienza che la sua variazione può dipendere da fattori di per sé modificabili, come ad esempio:

 

 

 

 

 

sostanze nervine o eccitanti

caffè, cioccolata, tè, liquirizia, alcolici, superalcolici, ecc.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fumo di sigaretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

eccessivo stress

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

eccessivo consumo di sale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

eccesso di colesterolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

eccesso dei trigliceridi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

insufficiente attività fisica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sovrappeso - obesità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

diabete

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

uso della pillola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sostanze stupefacenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

farmaci

 

 

 

 

Aumenta il rischio, avere due o più valori alterati che uno solo.

 

È più esposta all’infarto o ictus, la persona che ha leggermente fuori i valori del colesterolo, dei trigliceridi e della pressione arteriosa che chi ha solo il colesterolo LDL (cattivo) alto.

 

Chi ha un danno lieve al rene o al cuore e fuma, rischia di più di chi è solo iperteso.

 

Detto in altre parole, l’ipertensione, vista da sola, non è sufficiente a far stabilire il rischio: necessita valutare la persona nella sua integrità olistica.

 

 

 

 

 

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