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Centro Naturalista Italiano
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RIPERCUSSIONI |
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A seguito di danno arterioso: Ictus cerebrale o infarto cerebrale Infarto miocardico e insufficienza cardiaca Anormale dilatazione dell’aorta (aneurisma) Alterazione del potere visivo (retinopatia) Fastidi alle gambe durante la deambulazione Aggravamento della funzione renale (insufficienza renale) Con il continuo restringersi del lume dei vasi sanguigni, per effetto aumenterà la pressione arteriosa ed il muscolo cardiaco sarà soggetto ad un maggiore sforzo. Per adeguarsi e compensare, la relativa parete muscolare aumenterà di spessore tendendo a modificare la quantità di sangue da inviare nelle arterie. La debolezza del muscolo cardiaco
(insufficienza cardiaca) può generare stanchezza ed affanno, con conseguente
gonfiore agli arti inferiori. |
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Occorre prendere
coscienza che l’ipertensione non se ne va da sola: non intervenendo
in merito i suoi
effetti diventeranno facilmente causa di invalidità e di morte. |
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Al giorno d’oggi, in Svizzera una persona su due (50%) muore a causa di disturbi cardiocircolatori quali l’infarto cardiaco e l’ictus. Dieci anni fa, ne soffriva “solo” una su dieci (10%). Non a caso, i problemi vascolari, vengono definiti “disturbi dell’uomo civilizzato” visto che le loro cause sono derivanti principalmente da squilibrio alimentare, fumo e uno stile di vita sedentario. Malattie quali il diabete, si associano
spesso all'ipertensione. Così, un individuo diabetico la svilupperà più
facilmente di un individuo non diabetico; allo stesso modo un individuo
iperteso svilupperà più facilmente il diabete. È bene ricordare che parliamo sempre di
probabilità e non di ineluttabilità. Ciò vale anche per le complicanze: non
necessariamente un individuo iperteso svilupperà malattie cardiovascolari ma
evidentemente, correrà più rischi rispetto ad un individuo normoteso (con
livelli di pressione nella norma). |
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